Tappeto Tibetano in lana. Pezzo unico realizzato a mano. Decorativo e colorato è bello sia impiegato come tappeto che da appendere a parete. Dimensioni 80x140cm
Tappeto Tibetano in lana. Pezzo unico realizzato a mano. Decorativo e colorato è bello sia impiegato come tappeto che da appendere a parete. Dimensioni 80x140cm
Tappeto Tibetano in lana. Pezzo unico realizzato a mano. Decorativo e colorato è bello sia impiegato come tappeto che da appendere a parete. Dimensioni 80x140cm
Tappeto Tibetano in lana. Pezzo unico realizzato a mano. Decorativo e colorato è bello sia impiegato come tappeto che da appendere a parete. Dimensioni 80x140cm
Tappeto Tibetano in lana. Pezzo unico realizzato a mano. Decorativo e colorato è bello sia impiegato come tappeto che da appendere a parete. Dimensioni 80x140cm

Tappeto Tibetano

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Tappeto Tibetano in lana. Pezzo unico realizzato a mano. Decorativo e colorato è bello sia impiegato come tappeto che da appendere a parete.
Dimensioni 80x1400cm

La produzione locale dei tappeti tibetani e molto antica, il suo culmine massimo lo raggiunse tra il Seicento e l'Ottocento per soddisfare alcune funzioni litrgiche: si annodarono infatti numerosi manufatti destinati ai templi. Molto utilizzati erano i cosiddetti tappeti a colonna con dimensioni oscillanti tra 0,60 x 0,80 e 1,80 x 3,60 metri, che venivano poi legati con robusti lacci ai fusti delle colonne dei luoghi di culto; diffusi anche i tappeti da meditazione, su cui i monaci si sedevano in preghiera per ascendere alla buddità, e anche le lunghe corsie utilizzate da porsi sulle panche dei templi. Si producevano inoltre manufatti per sellare o bordare gli animali da soma, spesso resi più resistenti da fodere in stoffa o in feltro; in tale ambito risultano particolarmente originali alcuni coprisella dalla curiosa forma a farfalla.
I tibetani instauravano con il tappeto una sorta di simbiosi e attribuivano ai segni di questi tessuti valenze di tipo scaramantico, come nel caso del fior di loto e del pipistrello, o propiziatorio, come per i tessuti a scacchiera bicromi , che venivano posti davanti alle porte o alle finestre col duplice scopo di mantenere il tepore e allontanare gli spiriti maligni.
Gli antichi esemplari tibetani furono realizzati con lane locali e rivelano un'annodatura grossolana. Nei disegni sono riconoscibili influenze indiane e cinesi, le immagini riproducono spesso i più famosi simboli buddisti però più suggestivi nei colori rispetto a quelli cinesi. Fiori di Loto, Tigri, Draghi, Fenici, Melograni, Peonie, e ancora il Nodo Senza Fine e il Mandala – provengono da un passato lontanissimo e fanno parte della memoria collettiva del popolo che li ha creati. Da ricordare i tappeti monocromi, che rappresentano il vuoto, inteso a esprimere concettualmente la possibilità infinita di manifestazioni del buddhismo tantrico ed i tappeti con la Tigre che erano destinati ai Lama.